La fotografia dell'Istat sulle partecipate dà ragione all'ex commissario alla Spending review, Carlo Cottarelli.

Mentre la legge di Stabilità promette di tagliare le aziende di proprietà pubblica «che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti», arriva un conto affidabile nelle giungla del settore.

LA GIUNGLA. Nel 2012 erano «sono 11.024 le unità per le quali si registra una forma di partecipazione pubblica in Italia, con un peso in termini di addetti pari a 977.792».

Non fatevi ingannare dai numeri: quelle attive sono solo 7.685 che «impiegano 951.249 addetti, ovvero il 97,3% di tutte le partecipate». E non basta, tra queste ben 1.896 sono a "zero addetti", proprio quelle da tagliare.

Le "partecipate" sono quelle in cui lo Stato possiede una quota: in un quarto dei casi (il 25,6% delle unità analizzate) la partecipazione pubblica è al 100%, il 29,1% delle unità è partecipato.

TRASPORTI E SCIENZA. Il settore più affollato è quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, con il 13,4% di imprese e il 2,8% di addetti. Il settore economico che impiega invece il maggior numero di addetti è quello del Trasporto e magazzinaggio, che raccoglie il 37% di addetti e il 10,3% di imprese.

Nel 23,8% dei casi la sede delle imprese partecipate è situata nel Centro Italia (53,4% degli addetti). La dimensione media delle imprese partecipate con sede nel Centro è di 278 addetti per impresa ed è fortemente influenzata dalle imprese localizzate nel Lazio.

La ripartizione territoriale con il maggior numero di partecipate è il Nord-ovest: 27,7% di imprese partecipate, 21,1% di addetti e una dimensione media di 94 addetti per impresa. Al suo interno la Lombardia detiene il 16,2% delle imprese e l'11,7% degli addetti, per una dimensione media di 89 addetti per impresa.