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Per i piccoli e medi calzaturifici italiani sarà una dura prova da affrontare. Dal prossimo 31 marzo, infatti, scadranno le misure antidumping per i prodotti in pelle importati da Cina e Vietnam. I dazi, imposti nel 2006 e validi per cinque anni, prevedevano imposte pari al 16,5% per la Cina e al 10% per il Vietnam. Un tentativo di limitare la concorrenza sleale sui prezzi dei produttori cinesi e vietnamiti. La commissione Ue sembra intenzionata a non rinnovare una misura che in alcuni Paesi come la Gran Bretagna era stata definita come una forma di “assistenzialismo comunitario”.
Secondo quanto affermato da Vito Artioli, presidente Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani) la Commissione europea “ha proposto alla Confederazione Europea della Calzatura un monitoraggio settimanale sui flussi d'entrata di tutti i prodotti calzaturieri che attualmente sono oggetto delle misure antidumping".