Roberto Calderoli © GettyImages

Roberto Calderoli

Piccola apertura da parte della Lega sul nodo pensioni, uno dei punti di scontro principali in chiave manovra. “Le pensioni di chi ha lavorato non si toccano” ribadisce al Meeting di Rimini il leghista Roberto Calderoli, ma il ministro per la Semplificazione aggiunge anche che “bisogna andare a interessarsi delle pensioni di chi non ha mai lavorato, che forse è davvero il caso di andare a rivedere”. Calderoli, a Rimini per un convegno dedicato a La riforma del federalismo fiscale , cita come esempio coloro che hanno pensioni di reversibilità eccessivamente alte, “oggi percepiscono degli accompagnamenti che attualmente vengono dati indistintamente a tutti senza dei limiti legati al reddito”.
Iva più alta sui beni di lusso . Difficile, se non impossibile, invece, l’introduzione di una nuova aliquota Iva sui beni di lusso: “Non c'è più la possibilità di creare degli ulteriori scaglioni – spiega –Sull'Iva abbiamo tre scaglioni diversamente dai due che dovrebbero esserci a livello europeo: il 4 che è una concessione che ci hanno fatto per storia antica, il 10 e il 20. Se tu vuoi crearti un aumento sui beni di lusso devi aumentarti quella del 20 e andresti a colpire dei beni che di lusso non sono, con ripercussioni sociali notevolissime”.
Tassa sull’evasione . Calderoli si fa più possibilista in chiave di lotta all’evasione: “Un gruppo di tecnici della Lega sta stendendo un testo, che presenteremo agli alleati della coalizione. Lo strumento di questa tassa - spiega il ministro - è la patrimoniale, ma l'oggetto a cui si riferisce è solo il patrimonio su cui non sono state pagate le tasse sotto altre forme”. In sostanza, spiega successivamente Calderoli, si prevede “una detrazione per le imposte già pagate con Irpef, Ires o altro. Chi ha già pagato il contributo sul patrimonio non paga niente, chi, invece, ha pagato la tassa sul possesso paga le tasse. Se Tizio - ha sottolineato Calderoli - ha intestato a Caio in maniera di comodo questa volta qualcuno le tasse le paga”. Se la tassa sull'evasione, ha sottolineato Calderoli, “dovesse passare, sicuramente il contributo di solidarietà non avrebbe più ragione di esistere perché riusciremmo a far pagare le tasse a chi non le ha pagate”.
La ‘ciccia’ delle Regioni . Sulla cancellazione di alcune Province il ministro della Lega non è d’accordo. “Non mi convince il discorso: tagliamole tutte o niente. Forse qualcuno non si rende conto che un ente intermedio tra Comune e Regione spesso è necessario”, sostiene il ministro a il sussidiario.net. Calderoli propone di “mantenere le province storiche e quelle che hanno motivo d'esistere per dimensione territoriale e demografica, tenendo conto anche delle distanze. Su quelle di nascita recente e immotivata si può trattare”. Tagli a Comuni e Province? Per il ministro questi enti hanno già dato troppo. “Se si taglia ancora – spiega – si finisce con il compromettere i servizi ai cittadini. Un po’ di 'ciccià, però, c'è ancora a livello regionale...”