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Un reddito mensile di 1.350 euro per i single e 1.870 euro per la coppia senza figli sono considerati dignitosi dagli italiani. Debito pubblico, tasse e fisco sono i principali freni per la crescita. Per fronteggiare la crisi la maggioranza degli italiani (l’83%) ha cambiato stile di vita riducendo viaggi, vacanze, ristoranti, pizzerie, abbigliamento calzature, generi alimentari, divertimento svaghi e tempo libero. La crisi continua a colpire i beni durevoli, soprattutto le automobili, mentre vanno bene smartphone e tablet. Sono questi in sintesi gli elementi principali dell’Osservatorio Findomestic sui consumi giunto alla ventesima edizione. Gli italiani continuano a consumare sempre meno. Infatti, nel 2012 i consumi generali sono scesi dell’1,3% rispetto all’anno precedente (erano cresciuti del 2,7% nel 2011). È poco rassicurante sapere che le stime per la fine del 2013 parlano di un -0,9%, la tendenza rimane sostanzialmente ferma. Ma è nei beni durevoli che si registra la maggiore contrazione: -3,9% nel 2013.
L’Osservatorio di quest’anno ha approfondito, tra l’altro, anche il tema degli “ostacoli” alla crescita. Per la maggioranza degli intervistati il peso di tasse, fisco, eccesso di debito pubblico e politiche economiche errate sono gli elementi fondanti della crisi attuale e anche il maggior ostacolo allo sviluppo. Sul fronte delle entrate domestiche, gli italiani giudicano dignitoso un reddito di almeno 1.359 euro al mese per i single; di 1.876 euro per la coppia senza figli di 1.995 euro per la coppia con figli. Sotto queste cifre (che rappresentano dei valori medi) si è costretti a operare rinunce che incidono fortemente sullo stile e sulla qualità della vita.

DUE TIPI DI CONSUMATORI
Sulle cause della crisi si vanno delineando due categorie contrapposte di consumatori: quella dei miglioristi e quella degli eco-pauperisti. Secondo i primi la stagnazione attuale è il frutto di un’errata applicazione del sistema economico capitalistico, bloccato dai meccanismi della “finanza” impazzita e fuori controllo che ha minato la domanda aggregata, principale motore della crescita. Secondo i miglioristi il riequilibrio delle distorsioni potrebbe consentire una nuova “partenza” del ciclo positivo. Per gli eco pauperisti invece il sistema presenta un vizio all’origine non contemplando meccanismi di protezione e rigenerazione delle risorse: ecco quindi che occorre un radicale ripensamento.

PROSEGUE IL CALO DELL’AUTO
La seconda parte dell’Osservatorio è dedicata all’andamento dei beni durevoli, per esempio l’automobile, i mobili di casa, gli elettrodomestici e i computer. Come anticipato, i volumi dei consumi interni in beni durevoli sono previsti in calo nel 2013 del 3,9%, un trend che si conferma negativo perché nel 2012 sono calati del 12% e del 3,8% l’anno prima. Questo andamento si riflette inevitabilmente sul credito al consumo, sui finanziamenti, cioè, erogati ai consumatori proprio per acquistare gli stessi beni. Nel 2012 ci sono state erogazioni per 48,1 miliardi di euro (già in calo dell’11% sull’anno precedente), mentre quest’anno i finanziamenti dovrebbe assestarsi poco sopra i 34 miliardi di euro, in calo del 5% rispetto al 2012. L’automobile è tra i comparti quello che mostra una sofferenza prolungata: nel 2013 è previsto un calo delle immatricolazioni del 7,9% ( -19,8% nel 2012; -10,9% nel 2011) pari a 1,3 milioni di auto immatricolate (erano 1,41 milioni nel 2012). L’unico segmento che mostra una certa tenuta è quello delle auto usate che si assesta a +0,7% sull’anno scorso.

IN CASA STABILE SOLO IL BRICOLAGE
In calo anche la spesa dei beni destinati alla casa: mobili (-5,7%), prodotti di elettronica (-3,2%) e bricolage (-0,1%), unica macro categoria che risulta sostanzialmente stabile. Il mercato dei mobili si asseta 13,8 miliardi di euro rispetto ai 14,6 miliardi del 2012. In calo anche i volumi con un -6,7%. Per quanto riguarda i mobili per cucina si parla di un mercato di 2,8 miliardi in calo del 6,9%. Nel 2013, la domanda di grandi elettrodomestici (per esempio lavatrici, frigoriferi) ha arrestato il calo degli anni precedenti sia in termini di vendite che di fatturato (-0,3% a volume, -0,2% a valore rispettivamente). Le politiche di incentivo fiscale, unite alla tendenza dei consumatori ad orientarsi verso prodotti più rispettosi per l’ambiente e con tecnologie integrate, hanno sostenuto consumi e spesa limitando la flessione a pochi decimi di punto. I piccoli elettrodomestici (quelli per esempio destinati alla preparazione dei cibi o alla pulizia della casa) sembrano risentire di più della crisi economica registrando un -3,5% a volume e un -1,3% a valore. Ma l’eterogeneità del settore porta a risultati differenti tra i vari segmenti e tra i prodotti che li compongono: bene, per esempio, i prodotti per l’igiene orale, nell’ambito della cura della persona, e buona la performance degli apparecchi per la cucina multifunzionali e smart come le kitchenmachines (i robot da cucina che tra le varie funzioni impastano), segno che consumatori acquistano prodotti che consentono di sostituire il ricorso a servizi esterni e/o di risparmiare tempo.

BENE SMARTPHONE E TABLET
L’elettronica di consumo è comparto che registra la decrescita maggiore (-22,8% a volume, -22,5%): a soffrire di più sono i televisori che ancora “pagano” il passaggio al digitale terrestre. Forte calo anche per la fotografia (-25,9% a volume e -18,1% a valore). In questo caso incide molto l’arretramento delle macchine fotografiche compatte, che subiscono la concorrenza di smartphone e tablet. Crescono invece reflex e mirrorless. Bene la telefonia (+32,4% a volume; 9,6% a valore); sono gli smartphone a trainare la crescita. L’informatica mostra una crescita a volume (+12,5%) e una contrazione a valore (-2%) a causa soprattutto della riduzione dei prezzi medi (-10,2%). A sostenere il settore contribuiscono i tablet, più penalizzati invece i Pc tradizionali.