Aprire il portafoglio in tempo di crisi? Non fa per gli italiani. Non che nel resto d’Europa la situazione sia delle migliori, di famiglie e imprenditori pronti a investire ingenti somme di denaro nel breve periodo ce ne sono davvero pochi. I consumatori europei sono più attenti al controllo della spesa, ma è nel nostro Paese dove la percentuale è più rilevante: la crisi economica, infatti, ha reso il 70% degli italiani ancora
più attenti alla loro situazione economica personale. E’ uno degli aspetti evidenziati da uno studio di Visa Europe sulle attitudini dei consumatori europei alla luce dell'impatto della crisi finanziaria globale.
Per tutti, italiani e non, il ‘fattore prezzo’ è divenuto determinante nei comportamenti d'acquisto. Nel nostro Paese il 62% afferma di acquistare nei discount o di comprare prodotti di primo prezzo (Grafico 1) e l'86% cerca di comprare più prodotti in promozione o in offerta speciale. In questo scenario cresce il peso di internet nel processo decisionale delle persone così come nei comportamenti di spesa. Una tendenza che riguarda il 65% dei consumatori italiani: 56 su 100 vanno su internet per consigli su come risparmiare di più. Il 26%, inoltre, acquista di più online e il 13% ha iniziato ad acquistare su internet proprio dall'inizio della crisi.
In generale il resto dei cittadini europei sembra più ottimista nei confronti dell’attuale situazione economica e ritiene che la recessione non abbia avuto un impatto diretto sulla propria situazione finanziaria; questa percentuale, però, cala per gli italiani (45%) e gli spagnoli (35%). In particolare nel nostro paese più della metà della popolazione (64%) non crede di essersi lasciato alle spalle il peggio della crisi (Grafico 2), il 32% – la percentuale più elevata fra i paesi intervistati – è convinto di vivere ancora in un periodo di recessione, mentre circa un italiano su quattro (il 23%) pensa che il peggio della crisi debba ancora arrivare.
Secondo la ricerca di Visa Europe la crisi ha contribuito a ridisegnare i rapporti tra le banche e i cittadini. C’è chi, a causa della recessione, ha scelto di cambiare la propria banca (Grafico 3): uno su venti (5%) in Svezia, uno su 5 in Spagna (19%), il 13% in Italia. Per altri consumatori, invece, la crisi è stata un’occasione per riorganizzare i rapporti con il proprio istituto di credito e ottenere un costo inferiore, in particolare in Francia e in Italia per oltre metà della popolazione (57%). Ma tra gli effetti della crisi, c'è anche chi afferma di preferire il pagamento in contanti perché avere più controllo sulle proprie spese.