Brexit, la Gran Bretagna ha già perso 800 miliardi di sterline

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Mancano ancora diverse settimane all’uscita ufficiale della Gran Bretagna dall’Europa. Eppure, la Brexit ha già iniziato a fare numerosi danni all’economia britannica. L’ennesimo allarme arriva dal rapporto di Ernst and Young, secondo cui negli ultimi mesi circa il 10% del patrimonio totale del settore bancario del Regno Unito si è volatilizzato. Com’è possibile? Semplice: è stato spostato altrove. Molti operatori finanziari, proprio per non farsi trovare impreparati all’appuntamento del 29 marzo e prevenire così i contraccolpi economici derivati dal “divorzio” dal Vecchio Continente, hanno cominciato a trasferire i loro capitali lontano da Londra. Diversi istituti bancari hanno aperto nuovi uffici nell’Unione europea, in modo da salvaguardare le loro operazioni regionali anche dopo marzo. Le società finanziarie, invece, stanno spostando le attività per proteggere i clienti dalla volatilità del mercato e dai cambiamenti improvvisi nella regolamentazione.

I costi reali della Brexit potrebbero essere ancora più alti

Gli 800 miliardi di sterline "persi" dall'economia inglese sarebbero, secondo il report, una stima approssimata per difetto, perché non tutti gli istituti finanziari hanno risposto all’indagine. “I nostri numeri riflettono solo le mosse che sono state annunciate pubblicamente. Sappiamo che dietro le quinte le aziende stanno continuando a pianificare uno scenario senza accordo”, ha spiegato Omar Ali, responsabile dei servizi finanziari di EY.