Ferrero supera Bmw nel Rep-Trak Report 2015 di Reputation Institure, sul podio anche Barilla

Una volta la battaglia era sui prodotti. Oggi, invece, quello che conta maggiormente è l’immagine del brand. A sostenere il cambio di passo è il Reputation Institute, nel suo Annual Rep-Trak Report. La ricerca, di cui Corriere Economia anticipa i risultati, prende in analisi sette parametri alla base dell’indice reputazionale: governance, qualità del posto di lavoro, innovazione, prodotti e servizi, performance, leadership, citizenship, ossia la comune accettazione della Corporate Social Responsability. «Dalla nostra analisi appare evidente come oggi, sui mercati, ci si differenzi sempre più dal punto di vista reputazionale e sempre meno dal punto di vista dei prodotti», spiega Michele Tesoro-Tess, Managing Director per l’Italia e il Medio Oriente del Reputation Institute. «In taluni casi il prodotto è fungibile, sovrapponibile, confondibile quasi. La reputazione dell’azienda che lo produce e lo propone è invece sempre più un unicum che il consumatore riconosce e al quale è disposto a delegare una funzione importante al momento della scelta».

Per l’esattezza, stando alla ricerca, al momento dell’acquisto il prodotto peserebbe per il 42% sulla decisione, mentre il valore reputazionale dell’azienda per ben il 58%. L’analisi stila anche una classifica della reputazione delle aziende italiane. La media è di 66,9 punti su 100, con picchi sopra gli 80 punti di reputazione nelle posizioni più alti della top list. In vetta, spicca Ferrero (89,5 punti di reputazione), che scavalca così Bmw (83,3) che nel 2014 era leader in classifica. Al terzo posto, Barilla (81,7) seguita da Giorgio Armani (80,3), Ikea (80,2) a pari merito con De Agostini (80,2), Michelin (79,6), Luxottica (79,3), Volkswagen (77,9) e DeLonghi (76,6). «La classifica è sempre molto dinamica anche se il vertice occupato quest’anno da Ferrero e Bmw ripropone una sfida che ha caratterizzato tutti gli ultimi anni, a conferma di un’eccellenza di queste due aziende che si protrae nel tempo e che i consumatori sono pronti a cogliere nel corso degli anni», precisa Tesoro-Tess.