Alcune borse false in vendita in tantissime strade italiane

Dieci miliardi di euro: è questo il costo per l'Europa dei prodotti falsi in arrivo da tutto il mondo. Il calcolo è dell'Uami (l'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato interno) in collaborazione con l'Europol e segnala soprattutto un problema: i 185 mila posti di lavoro persi a causa dei prodotti contraffatti. Sfruttamento e pericoli ambientali accompagnano spesso la pratica della falsificazione dei prodotti di marca e costano all'intera umanità 250 miliardi di dollari, come il pil delle 150 economie più povere al mondo. Per fare qualche esempio, il commercio online di prodotti agroalimentari made in Italy vale 1 miliardi di euro ma la merce contraffatta sequestrata nel 2014 è stata appena di 50 milioni di euro. I farmaci falsi rendono 500 mila dollari ogni mille spesi per produrli: l'eroina - per fare un paragone - appena 20 mila.

LA TRUFFA CORRE ONLINE. A fare da volano al fenomeno è ovviamente Internet e l'e-commerce. Prezzi e fattura dei siti sembrano garantire affidabilità ma servono solo a truffare i clienti meno accorti. Il commercio virtuale è ancor più difficile da combattere per le autorità: perché è complicato seguire tutto il processo dall'invito alla spedizione, ma anche bloccare il traffico. Un sito cinese può essere oscurato in un Paese, ma non in tutta l'Ue ad esempio: servono 27 rogatorie internazionali. E poi spesso attraverso i meccanismi pubblicitari sono le grandi aziende a finanziare i siti illegati. Secondo Digital Citizens Alliance, circa 600 siti illegali possono generare 227 milioni di dollari di ricavi pubblicitari all'anno.

PAESI CANAGLIA. Secondo lo studio Uami/Europol, la Cina è il Paese di provenienza di oltre il 73% dei prodotti sequestrati, ma sono cinesi anche le società che gestiscono i principali moli nei porti europei. Al gigante asiatico - specializzato in elettronica e abbigliamento - si stanno progressivamente aggiungendo l'India (farmaceutica), Egitto (alimentare) e Turchia (cosmetici). Ed aumenta anche la produzione interna in Belgio, Repubblica Ceca, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito.

CHI PAGA. A finanziare il processo sono le organizzazioni criminali europee, locali o importate, ma anche aziende legali che lavorano per conto terzi o alla luce del sole sfruttando la corruttibilità delle forze dell'ordine nell'Est Europa e riciclando denaro attraverso agenzie che fanno capo, ancora una volta, alla Cina.