Attilio Befera, Agenzia delle Entrate

Attilio Befera

L’idea del bollino blu come marchio di qualità non è una novità; la Scuola, ad esempio, lo conosce già da tempo. Ma l’idea del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ovvero di estendere il bollino anche agli esercizi commerciali (che potrebbero mostrarlo come certificato di “onestà fiscale”), ha suscitato la reazione delle associazioni. La critica più dura è arrivata da Paolo Esposito, presidente della Confederazioneitaliana dei commercianti (Cidec), che ha definito la proposta di Befera una “boutade di marzo, che non risolverebbe il problema dell'evasione fiscale ma darebbe vita ad una forma di accanimento verso i soliti noti, cioè le piccole e piccolissime imprese”. Sulla stessa linea Confesercenti che ha definito l’idea di un bollino blu “non un provvedimento da paese civile. Se si utilizza questo principio – si spiega in una nota dell’associazione – tutti quelli che non hanno il bollino diventano automaticamente evasori”. Per la confederazione dei commercianti il provvedimento, se attuato, andrebbe applicato anche alle fabbriche, ai lavoratori e e ai professionisti”. Un punto di vista condiviso anche dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che non si dice contrario in principio a un marchio di onestà fiscale, ma pone subito una condizione fondamentale: “Non si tratti di una esclusiva prerogativa dei commercianti e sia, invece, una possibilità proposta a tutte le imprese e a tutti i lavoratori autonomi, quale che sia il settore in cui operano. Perchè 275 miliardi di base imponibile evasa segnalano che evasione ed elusione sono patologie che tagliano trasversalmente tutta l'economia e la società italiana. E, dunque, bollini blu, da una parte, e sanzioni di comportamenti illeciti, dall'altra, non possono essere condizioni riservate all'una o all'altra categoria”. L’idea del bollino blu, che per Befera avrebbe un impatto più forte sull’opinione pubblica e sarebbe paragonabile a quello di chi produce nel rispetto dell'ambiente, è appoggiata anche da Sergio Battaglia, segretario generale di Unimpresa, che chiede qualcosa di più: un patto tra commercianti, imprese e l'amministrazione finanziaria che “premi davvero gli onesti. Il peso dei tributi sui bilanci delle piccole e medie imprese – spiega Battaglia – sta diventando insostenibile”.