Innovazione e ricerca: sono questi i due asset su cui puntare, secondo Vincenzo Boccia. Nel suo intervento conclusivo all’Assemblea pubblica di Anie, il presidente di Confidustria ha spiegato che «l’innovazione non è un’opzione, ma una scelta obbligata per tutti» pertanto «la politica che dobbiamo chiedere come Confindustria è una politica dei fattori, e non dei settori, orizzontale e che faccia il bene del Paese». Nella vision di Boccia in Italia bisognerebbe celebrare un «vero matrimonio» tra artigianalità e innovazione: «La nostra intenzione è quella di dare una credibile prospettiva al nostro sistema industriale per il prossimo futuro, che sappia valorizzare le nostre innumerevoli ricchezze, dalla tradizione artigiana alla flessibilità, dal made in Italy alla meccanica, dall’ingegneria al design puntando a fonderle con l’innovazione, con la ricerca e con le nuove tecnologie».

PIÙ INVESTIMENTI PER LA RICERCA. Il presidente di Confindustria è però consapevole che senza finanziamenti non può esistere innovazione. Da qui, il sollecito a investire nella ricerca rispettando l’obiettivo del 3% fissato dall’Ue: «sommando ricerca pubblica e privata, l’Italia è all’1,3%. Siamo molto, troppo lontani», ammette Boccia «l’innovazione va sì stimolata, ma anche finanziata, soprattutto in presenza di fallimenti di mercato e laddove può offrire ritorni più significativi in termini di competitività del sistema-paese nel suo complesso».

HUB PER LE IMPRESE. Da qui, la proposta rivolta alle aziende: dare vita a degli «hub, poli fisici, gestiti in partnership pubblico-privata, all’interno dei quali le imprese potranno contaminarsi con il mondo della ricerca, ma anche dando vita a veri e propri progetti di investimento».