Silvio Berlusconi

“Un piano bipartisan per rilanciare insieme la crescita” è questa la proposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per uscire dalla crisi. Altro che imposta patrimoniale “una botta secca, ingiusta e inefficace sul lungo periodo, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata”, la ricetta del premier è un’altra: “la più grande frustata al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi”. Questi i punti salienti della lettera di Berlusconi pubblicata oggi dal Corriere della Sera . Una lettera in cui il presidente del Consiglio espone il suo piano per la crescita. Un piano “il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41 (quello sull’iniziativa economica privata, ndr) e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani”. L’obiettivo, spiega Berlusconi, è di“portare la crescita economica oltre il 3-4 per cento in cinque anni” per ridurre il peso del debito pubblico.

Invito a Bersani, agire insieme
Nella lettera Berlusconi parla di un grande piano bipartisan, che quindi, come tale, necessita dell’appoggio dell’opposizione. Un’opposizione che la missiva chiama direttamente in causa: “Dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana”.

Lo scandalo sessuale
Nella lettera Berlusconi non menziona lo scandalo sessuale che lo coinvolge e lo vede indagato per prostituzione minorile e concussione, ma accenna alla “particolare aggressività che per ragioni esterne alla dialettica sociale e parlamentare affligge il sistema politico”. Leggi le opinioni dei media esteri rispetto al ‘Rubygate’.

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Le reazioni del Pd
Dal Pd la prima reazione è del responsabile per la politica economica, Stefano Fassina, che a Affaritaliani.it ha detto: “Quella del presidente del Consiglio è pura propaganda e anche di pessima qualità (...) Temo che sia fuori tempo massimo”. “È un tentativo disperato per parlare d’altro e far finta di essere concentrato sui problemi del Paese, quanto invece è solo occupato a difendersi dalle sue nottate con le ragazzine di Arcore”.