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Con l’aumento dell’inflazione (+0,2% a marzo sul 2,4% di febbraio) la Banca centrale europea (Bce) è pronta a ritoccare al rialzo il costo del denaro con quattro ritocchi dei tassi di interesse di un quarto di punto da qui a fine 2012 che, per le piccole imprese con meno di 20 dipendenti, potrebbe significare un aumento di 3,2 miliardi di euro di interessi passivi da pagare nel medio termine. L’amara previsione è del Centro studi di Confindustria (CsC) che sottolinea come le Pmi, già alle prese con l’aumento dei prezzi delle materie prime, potrebbero trovarsi a fine 2012 con un rincaro dell’1% sui finanziamenti sotto il milioni di euro. Le previsioni del CsC si basano su tre ipotesi: un aumento di un punto percentuale da qui a fine 2012 (suddiviso in quattro tempi), uno spread costante al 2,2% e un aumento dell’Euribor dell’1,1%, che passa dall’1% del gennaio 2011 al 2,1 del dicembre 2012. Se queste tre ipotesi dovessero essere confermate, già a gennaio 2012 le imprese si troveranno davanti a rincari sugli interessi passivi pari a 600 milioni di euro.