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Ufficialmente Mario Draghi comunicherà le decisioni del Consiglio dei governatori della Bce su quantità, modi e tempi di acquisto dei titoli degli Stati dell’Eurozona, oggi alle ore 14.30.

Ma nel frattempo si moltiplicano le indiscrezioni sul qe, ossia sul quantitative easing sovrano: una misura straordinaria di politica monetaria con la quale la Bce crea una nuova moneta per comprare beni finanziari in un Paese, come per l’appunto titoli di Stato.

L’obiettivo è immettere liquidità nel sistema e incentivarne così la crescita. Ebbene, in materia, l’ultima anticipazione arriva dalle pagine del Corriere della Sera : secondo il quotidiano, per combattere la deflazione e aiutare il rilancio delle economie, il Consiglio varerebbe un piano di acquisti mensili di titoli dell’eurozona per 50 miliardi da portare avanti per almeno un anno.

Il totale sarebbe dunque di 600 miliardi l’anno: cento miliardi in più rispetto ai 500 miliardi ipotizzati nei giorni scorsi. Il discorso di Mario Draghi affronterà inoltre altri due punti legati al QE.

DUE STRADE. Il primo riguarda l’identità di chi deve prendersi il rischio, ma anche i profitti, insiti nei bond comprati. I soggetti possibili sono due: la Bce o le banche nazionali. E' probabile che, alla fine, il rischio venga spartito al 50% tra questi due soggetti.

L’altro tema caldo riguarda la composizione degli acquisti: bisognerà decidere se i titoli verranno scelti sulla base delle dimensioni del debito pubblico di ogni stato oppure in relazione alle quote con cui ogni Paese partecipa alla Bce. Nel primo caso, l’Italia risulterebbe avvantaggiata dal qe, poiché detiene il debito pubblico maggiore.