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Brutte notizie dal bollettino della Bce. Si parte con le aspettative di crescita del pil ribassate di 0,3 punti percentuali (0,8% per quest'anno, 1,2% per il 2015 e 1,5% per il 2016).

A pesare sono le sfiducia delle imprese e le previsioni pessimistiche su alcuni mercati di sbocco (Russia, Medio Oriente, Cina e Usa).

INFLAZIONE. Calano anche le stime sull'inflazione dell'eurozona: 0,5% per il 2014, poi 1% l'anno prossimo e 1,4% per il 2016%, molto al di sotto dell'obiettivo del 2%.

«In prospettiva e tenuto conto delle nuove informazioni e analisi disponibili, il Consiglio direttivo seguirà comunque con attenzione e valuterà costantemente l’adeguatezza dell’intonazione della politica monetaria», comunica l'Eurotower, «qualora si rendesse ancora necessario far fronte a rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato, il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere a ulteriori strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato».

DISOCCUPAZIONE. Restano dunque fosche le prospettive sull'occupazione. Il tasso di senza lavoro nell'eurozona sarà dell’11,6% nel 2014, all’11,3% nel 2015 e al 10,9% nel 2016. Solo nel 2019 si tornerà sotto quota 10% (9,5%).

«Si stima che la debolezza della ripresa permetterà una riduzione solo molto lenta della disoccupazione. Rispetto all’edizione precedente, il tasso di disoccupazione previsto è rimasto invariato per il 2014 e per il 2015, mentre è stato rivisto al rialzo di 0,1 punti percentuali per il 2016».

AGENZIE DI RATING. Ad accrescere la pressione ci sono anche i report di Standard&Poor’s che paventano «triple dip», cioè una terza recessione. «Avvicinandoci al 2015 dobbiamo riconoscere che la ripresa ha perso molto slancio», dice Jean-Michel Six, capo economista Emea di S&P, «l’economia ha conosciuto un rimbalzo verso la metà del 2012 e ha raggiunto un picco nel primo trimestre del 2014. Ora la crescita ha perso un po’ di slancio e ha rallentato, con tendenze irregolari nei vari Paesi. Dopo quelle del 2009 del 2011 questa sarebbe la terza recessione e avrebbe un effetto deleterio dal punto di vista geopolitico».