Mario Draghi

Mario Draghi

Un taglio dal 5 al 10% per gli stipendi dei componenti del direttorio. E’ quanto annunciato ieri dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che si appresta a varare misure di austerità per l'istituto centrale. La prima mossa sarà proprio quella di una ‘piccola’ decurtazione degli emolumenti per sé e per i vertici di Bankitalia. Le nuove disposizioni, in linea con le misure decise dal governo con la Manovra sul congelamento degli stipendi del pubblico impiego (ma fatte con provvedimento autonomo per non mettere in gioco la propria indipendenza), dovrebbero essere operative già dal 1 gennaio 2011.
Lo scopo è quello di mostrare il proprio contributo ai sacrifici che la pubblica amministrazione e più in generale il paese stanno compiendo in questi tempi di crisi. La serie di provvedimenti di austerità arriva in parallelo con il completamento della riforma delle filiali della Banca d'Italia (avviata nel 2008), previsto entro l'anno e con la quale si sono conseguiti risparmi permanenti quantificabili in circa 80 milioni di euro annui.
Draghi e il Direttorio daranno così ora il buon esempio con il taglio più consistente, ma le misure colpiranno tutti i lavoratori dipendenti (nel pacchetto si prevede un blocco degli stipendi per il personale nel triennio 2011-2013). L’intenzione dell’istituto centrale è quella di chiudere le trattative entro il primo novembre, ma di dovrà fare i conti con i sindacati. Tra le altre disposizioni la sospensione agli adeguamenti di alcune voci come missioni e spese di rappresentanza. Per gli stipendi, previsti taglia del 5% tra i 90 e i 150 mila euro. Oltre i 150 mila euro il taglio sarà del 10%. Fuori dal pacchetto di misure invece, e in linea con le migliori pratiche internazionali, gli aumenti legati al merito e alla produttività.