Connessione a banda ultralarga da 100 Mbps nelle grandi città e - almeno - a 30 Mbps in tutta Italia: è questo l'ambizioso piano del governo per recuperare il ritardo digitale che attanaglia il nostro Paese, agli ultimi posti in Europa in tutte le classifiche.

Un progetto a lunga scadenza da varare con tutte le accortezze senza accelerazioni. Anche perché la cifra da mettere sul piatto è importante: 12,2 miliardi di euro.

FONDI DA GESTIRE. La maggior parte dei soldi, come spiega il Messaggero , andrà in aree dove investono già altri operatori (7,5 miliardi di euro), il resto coprirà le zone meno battute del territorio italiano.

Il governo collaborerà a tal proposito per 6 miliardi di euro di fondi europei e nazionali che, grazie alla leva finanziaria, raddoppieranno e copriranno l'intera cifra.

Sarà costituito così un fondo speciale presso il ministero dello Sviluppo. In alcuni casi lo Stato affiancherà i privati con sgravi fiscali e garanzie sugli investimenti.

NODI DA SCIOGLIERE. Restano da sciogliere le questioni dei prezzi - addio all'equiparazione delle tariffe rame-fibra per gli utenti, mentre potrebbe essere parificato il costo all'ingrosso dall'Authority - quella del servizio universale (30Mbps per tutti anche attraverso l'uso del Wi-Max).

Chi dovrà fare questi investimenti? Una società pubblico-privata nata da Metroweb e Telecom: l'operatore, che ha già previsto 10 miliardi per lo sviluppo in tre anni, aspetta solo la prima mossa.