Banca d'Italia © GettyImages

La Banca d’Italia vede la luce fuori dal tunnel. Nell’ultimo bollettino economico, appena pubblicato da Via Nazionale, si conferma una contrazione del Pil per il 2013 – -0,7%, superiore alle previsioni del governo (-0,2%) – ma si sottolinea anche la fine della recessione: secondo gli analisti resteranno i motivi di tensione legati alla diminuzione dei salari reali fino al 2014 e il reddito disponibile delle famiglie, ma nel corso del prossimo anno, la caduta del Prodotto interno lordo, sostenuto dalla domanda estera, si fermerà.
La crescita dell’Italia sarà quindi più lenta di quanto previsto dal governo del Documento di economia e finanza; per questo da Bankitalia evidenza due aspetti fondamentali per favorire la ripresa: il credito e le misure che il governo ha varato e che ora deve attuare.
Sul primo punto si registra da parte delle banche minori restrizioni nel concedere i prestiti rispetto all'inizio dell'anno mentre i tassi applicati a famiglie e imprese calano grazie alle azioni della Bce e al ribasso dello spread. Tuttavia la politica monetaria nell'area euro resta diseguale, tanto che le aziende italiane continuano a pagare di più il denaro rispetto alla media della zona euro. Sul secondo punto la Banca d'Italia invita il governo a “tenere sotto controllo” i conti pubblici e a procedere con “decisione e tempestività nell'attuazione delle misure già adottate” per favorire la ripresa, lo sviluppo di imprese innovativee rendere efficiente la P.a..
Bankitalia sottolinea, tuttavia, un difficile quadro economico con produzione industriale in calo e disoccupazione sopra il 10%. Un segnale positivo arriva invece dalla posizione degli investitori esteri. “Nei tre mesi terminanti in luglio sembrano essersi interrotti i disinvestimenti da titoli di portafoglio italiani”, si legge nel bollettino che, in particolare segnala come “nei primi 7 mesi dell'anno i residenti hanno disinvestito attività estere per 41,6 miliardi di euro”. I non residenti hanno invece disinvestito obbligazioni italiane a medio e a lungo termine per 74,8 miliardi e hanno invece effettuato acquisti netti di titoli a breve termine e di azioni e fondi comuni per 31,9 miliardi.