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Il libero mercato non è un diritto, ma una tassa. Sapevate che fra le voci ‘occulte’ che compaiono nella bolletta ci sono anche i costi definiti “irrecuperabili” dell’Enel per la liberazione del mercato? In pratica i cittadini pagano per avere un mercato concorrenziale nel settore elettrico. Questo è solo uno dei balzelli che compaiono nel secondo capitolo dei Balzelli d’Italia dedicato a gas e luce. Dopo le paleo tasse, oggi è il momento di parlare di quelle imposte sull’energia: quelle che non ci vengono spiegate, ma si pagano. Buona lettura!

CAPITOLO 1 - LE PALEO TASSE

CAPITOLO 2 - QUEL TESORO IN BOLLETTA
1. Misteriosa efficienza. Nella bolletta elettrica c’è una misteriosa voce denominata Ef-En, e finalizzata all’uso efficiente dell’energia: gettito 45 milioni di euro all’anno, che vengono versate dai gestori allo Stato. Altro che efficienza energetica! La tassa serve solo a procurare altri quattrini all'Erario!
2. La tassa sul mercato elettrico. Una delle numerose voci occulte della bolletta serve per compensare i costi cosiddetti “irrecuperabili” dell’Enel a causa della liberalizzazione del mercato. Come dire, i cittadini devono pagare dei soldi per avere un mercato nel settore elettrico. E il vantaggio del mercato dove sta? “Irrecuperabili” sembrano solo i quattrini versati sulle bollette.
3. Un contatore pieno di… tasse. Miracoli del fisco: pensate, un metro cubo di gas naturale ha un costo estrattivo di 2 centesimi; al confine italiano il prezzo sale a 20 centesimi; al consumatore finale costa 65 centesimi. Come si spiega? La tariffa media nazionale riferita al gas, ha la seguente composizione: materia prima (gas) 32%; costo delle infrastrutture 17%, 8 % per la commercializzazione, e 43% per le imposte. Il costo finale del gas per il consumatore in Italia è così superiore del 25% rispetto alla media europea. Ma anche i consumi elettrici sono un ottimo affare per il Fisco: le relative imposte assicurano ogni anno 9 miliardi di euro. Il costo del Kw per un utente italiano è circa doppio rispetto alla Francia e addirittura triplo rispetto a paesi come la Svezia. Non basta: c'è anche una imposta mascherata sulla bolletta dell’elettricità, c’è una voce, Cip 6, che serve alla promozione delle fonti rinnovabili ma anche delle cosiddette “assimilate”, cioè fonti non rinnovabili camuffate come la bruciatura dei cascami del petrolio o l’energia derivata da spazzatura. Con questo trucco si stima che negli ultimi 20 anni i produttori di fonti assimilate abbiamo ricevuto contributi per circa 30 miliardi di euro pagati da tutti sulle bollette (costo, almeno 800 euro all'anno a famiglia).
4. La tassa sulla farina animale. Come fare ad eliminare 380.000 tonnellate di farine animali, pagarle ai produttori e far gravare tutto sui consumatori? Semplice: in Italia per sostenere le energie verdi si emettono i cosiddetti certificati verdi, il cui costo va direttamente sulle bollette elettriche. Così negli ultimi anni sono stati concessi alle aziende certificati verdi per la loro “valorizzazione energetica” ovvero bruciarle. Si è così riconosciuto come energia verde la produzione di energia imputabile alle farine animali. In pratica lo smaltimento (un costo per i produttori) è stato trasformato in ricavo e pagato dai consumatori.

CAPITOLO 3 - LE TASSE PATRIOTTICHE