Dopo sei mesi positivi sul fronte pagamenti, la crisi è tornata a colpire la liquidità delle aziende: nel terzo trimestre del 2011 sono infatti aumentati i ritardi dei pagamenti e il numero delle società protestate (vedi definizione di protesto in fondo all’articolo ). Secondo la recente analisi dell’Osservatorio di Cerved Group, che monitora i rapporti con i fornitori di oltre due milioni di imprese italiane, tra luglio e settembre si è ridotto il numero di aziende che pagano le fatture entro le scadenze concordate con i fornitori e sono aumentati i ritardi superiori ai due mesi, che spesso sfociano in casi di insolvenza.
Nel terzo trimestre sono stati inviati 209 mila protesti a circa 66 mila società per un importo complessivo pari a 735 milioni di euro; dati in calo rispetto al 2010 ma che, se analizzati più attentamente, delineano due realtà completamente diverse: se si escludono dal conteggio le forme di impresa individuale, risultano in aumento sia il numero dei soggetti con almeno un protesto (+0,4%), sia l'importo complessivo dei titoli contestati (+6,8%). Anche sul fronte della regolarità dei pagamenti, nonostante l'allungamento delle scadenze pattuite tra i clienti e fornitori, è diminuito il numero di imprese che regolano le fatture entro i tempi concordati ed è aumentato quello di società in grave ritardo (oltre due mesi). La percentuale di aziende puntuali è passata dal 41,6% del secondo trimestre al 40,8% del terzo, mentre quella di imprese in grave ritardo è cresciuta, passando dal 5,9% al 6,3%.

Cos’è il protesto, la definizione:
Il protesto è un atto giuridico attraverso il quale un pubblico ufficiale certifica che un titolo esecutivo (cambiale o assegno) è stato presentato a un soggetto debitore, il quale si è rifiutato di pagare o accettare. Incaricati di iscrivere il protesto sono gli ufficiali giudiziari e i notai, oltre ai segretari comunali. Le insolvenze accertate, che possono essere di tipo diverso, possono essere cancellate dal soggetto debitore attraverso apposita richiesta nel momento in cui una delle condizioni seguenti risulti soddisfatta:
- avvenuto pagamento
- illegittimità o erroneità del protesto
- riabilitazione
Qualora tale situazione non si verifichi il protesto viene reso pubblico attraverso il registro informatico dei protesti, gestito attraverso le Camere di Commercio e il Consorzio Infocamere. L’accesso a questo servizio risulta naturalmente fondamentale per ottenere informazioni importanti, e in tempo reale, su persone fisiche e giuridiche.