Le aziende che parlano inglese guadagnano di più

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La conoscenza dell’inglese sta diventando un fattore sempre più determinante nel mondo del lavoro. La conferma arriva dall’ultimo rapporto EF EPI, realizzato in 88 Paesi del mondo da EF Education, società leader nel settore delle vacanze studio e nei servizi di formazione linguistica aziendale, secondo cui solo le aziende “multilingua”, che al momento di valutare i requisiti dei propri dipendenti presenti e futuri considerano anche la capacità di parlare inglese, possono sperare di espandere il proprio business. Le altre hanno perso già in partenza, o quasi. Stando all’analisi, le imprese con un’internazionalità nei team di gestione al di sotto della media, rispetto ai concorrenti, ottengono il 19% in meno di entrate dal lancio di nuovi prodotti e servizi. Del resto, come potrebbe essere diversamente in un mondo in cui l’e-commerce cresce a un tasso medio del 20% annuo globale e l’export è in forte crescita? In questo panorama, l’inglese è una competenza necessaria per poter capitalizzare e accrescere il proprio business.

Le imprese italiane conoscono poco l’inglese

L’Europa è messa bene sul fronte “inglese”. Infatti, tra i 27 Paesi che in questa edizione del sondaggio EF evidenziano un livello buono o alto della lingua inglese, 22 sono europei. Peccato che in Italia, invece, la situazione sia pessima. Nonostante il livello di conoscenza tra gli adulti sia leggermente aumentato rispetto all’anno precedente, la Penisola è al penultimo posto nelle Nazioni dell’Unione Europea oggetto di studio e al 34° nel mondo.
L’altro paradosso? Dal sondaggio emerge che le donne parlano l’inglese meglio degli uomini, sia a livello globale sia nella maggior parte dei Paesi. Sfortunatamente, però, le imprese non valorizzano quanto potrebbero questo plus femminile, considerando che il maggior tasso di occupazione si registra nel sesso maschile.