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Perché gli over 60 sono una risorsa

Perché gli over 60 sono una risorsa Torna a Anziani a chi?
Venerdì, 19 Settembre 2014

Intervista a Giuseppe Roma, direttore generale del Censis

 

Perché gli anziani sono una risorsa?
Perché sono tanti, sono vitali e sono altruisti. Nel nostro Paese, ci sono tra le più elevate speranze di vita del mondo occidentale e, nello stesso tempo, abbiamo un calo demografico tra le generazioni più giovani. Il risultato è che il numero di ultra 65enni ha raggiunto quello dei nostri connazionali con un’età compresa tra 15 e 34 anni.

Non è un problema?
Lo è se si guarda soltanto alla diminuzione delle nascite. Se si considera anche il fenomeno dell’allungamento dell’età media, però, si scopre che un ultra 60enne oggi ha una speranza di sopravvivenza di almeno 20 anni, un arco di tempo entro il quale si possono fare progetti importanti. Una volta raggiunta l’età del pensionamento, per esempio, parecchie persone possono dedicarsi a quegli svaghi e consumi ai quali hanno rinunciato durante la vita lavorativa. Per questo dico che gli anziani, oltre a essere numerosi, sono anche vitali.

E generosi...
Esattamente. Oltre a badare ai nipoti, molti sono stati un sostegno importantissimo per le famiglie più giovani durante questi anni di crisi economica. I pensionati suppliscono alle carenze del welfare pubblico.

Nei consumi, invece, come si comportano di solito gli anziani?
Diverse analisi dimostrano che sono spesso dei consumatori molto più evoluti di quanto non sembrino. Sono attenti al fattore-prezzo e alle offerte low cost, o hanno una spiccata coscienza ecologica. Senza dimenticare che sono investitori oculati con una bassa propensione al rischio. Durante l’ultima crisi finanziaria, questo atteggiamento è stato un fattore importante per evitare l’impoverimento delle famiglie.

Cosa devono fare le aziende di fronte all’aumento degli italiani con i capelli bianchi?
Accettare la sfida e trattarli per quello che sono: un segmento di clientela importantissimo, che ha comportamenti ben diversi rispetto ai consumatori più giovani. Negli acquisti di generi alimentari, per esempio, sono molto attenti alla qualità, spesso riscoprono il piacere di andare ai mercati rionali o amano frequentare punti vendita vicini a casa. Non vanno di frequente nei grandi centri commerciali fuori città. Con queste abitudini di consumo, le imprese devono necessariamente fare i conti.

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