Un traguardo record, che il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, non esita a definire il "più importante mai raggiunto": nel 2014 l’Agenzia è riuscita a recuperare dall'evasione 14,2 miliardi di euro, ossia +8% rispetto all’anno precedente (13 miliardi di euro) e ben il +220% rispetto al 2006, anno in cui è stato introdotto il sistema di misurazione basato sugli incassi.

Più nel dettaglio, si è registrato un aumento di quasi + 6% sulla maggiore imposta accertata, mentre il tax gap dell’Iva si è ridotto negli ultimi dodici anni del -8%. “Un risultato importante visto che ogni punto percentuale recuperato corrisponde a circa 1,3 miliardi", sottolinea Orlandi, per poi aggiungere: “L'evasione è ancora estremamente alta, troppo alta, ma siamo riusciti a ridurla, nonostante momenti anche difficili". Buono anche il trend dei rimborsi: questi ammontano a 13 miliardi di euro nel 2014 e sono stati assegnati a 3 milioni di contribuenti, con una tempistica più veloce per imposte dirette e Iva. Quasi tutti i rimborsi Iva richiesti sono stati infatti erogati fino al 30 giugno 2014 mentre, per quanto riguarda le imposte dirette, sono state versate le somme spettanti relative alle dichiarazioni 2013. Inoltre, ai contribuenti che hanno perso il lavoro sono stati riconosciuti in pochi mesi 585 mila rimborsi, per un valore complessivo di circa 430 milioni di euro.

Infine, l’Agenzia ha comunicato di aver dimezzato i ricorsi fiscali: grazie alla mediazione, si sono ridotti da 171 mila a 90 mila nel giro degli ultimi tre anni (211-2014). Soddisfazione anche per il 730 precompilato, in arrivo ad aprile: “Diciamo addio a un 730 lunare: possiamo dire che abbiamo intrapreso un viaggio che ci riporta sul pianeta Terra", chiosa Orlandi. E a chi le chiede conto del futuro dell’Agenzia delle Entrate dopo la sentenza di incostituzionalità di un terzo delle nomine dei propri dirigenti, replica: “Se non troveremo una soluzione rapida c'è il rischio di bloccare l'attività dell'Agenzia delle Entrate per mancanza di leve di comando. Non avere oltre 800 dirigenti può indebolire e creare problemi alla struttura. Le sentenze si rispettano, ma per noi è un momento difficile. Le persone sono state selezionate nel merito, hanno lavorato con impegno e serietà, nonostante la precarietà del loro incarico, e anche ora continuano a lavorare come sempre con il loro sacrificio perché siamo un'amministrazione che crede in quello che fa".