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Si è guadagnato di più rispetto al resto d’Italia, nel 2011 il reddito pro capite si è attestato a quota 20.436 euro (addirittura in crescita del 2% rispetto all’anno precedente), ma anche nella ‘ricca’ Lombardia si è diffuso un clima di austerity e pessimismo generale che ha portato a un brusco calo dei consumi: -6%, lo 0,1% in meno rispetto alla media nazionale (vedi box in fondo all’articolo ). È quanto emerge dalla 18esima edizione dell’Osservatorio Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Lombardia che, di fronte alla crescente disoccupazione, segnala un clima sociale d’incertezza nella maggior parte dei consumatori i quali dichiarano di aver modificato il proprio stile di vita rispetto al passato. Il 64% degli intervistati afferma di aver ridotto le proprie spese nel corso del 2011 (a livello nazionale, il dato è del 67%); molti consumatori si sentono impotenti e “paralizzati”, sollecitati a immaginare il futuro mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.
In materia di risparmio il Nord ovest registra una percentuale migliore rispetto alle altre regioni con il 46% della popolazione che dichiara di essere riuscita a preservare una parte del proprio reddito (contro il 35% della media nazionale), ma la percezione di un peggioramento della propria situazione economica personale è elevata e si avvicina a alla media nazionale (rispettivamente 60 e 64%).
Previsioni per il futuro. Per il 2012 appena iniziato la Lombardia si allinea alla media nazionale: il 46%, dei consumatori ridurrà le proprie spese (47% in Italia), la stessa percentuale sicura che la situazione non tornerà più come prima. Ma è anche vero che una buona fetta degli intervistati, il 40%, dichiara invece di mantenere la speranza di superare la crisi e afferma che in futuro si tornerà a fare acquisti come prima.

I SETTORI DI SPESA
La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa.
Auto e moto: il comparto ha fatto segnare risultati migliori rispetto alla media nazionale. La spesa per l’acquisto di vetture nuove è stata di 3.698 milioni di euro, in calo di 11,1 punti percentuali sull’anno precedente (mentre a livello nazionale la flessione è stato di 13,7 punti). I volumi delle vendite di auto usate sono cresciuti di 4,2 punti (dai 2.659 milioni di euro del 2010 si è passati a 2.772 milioni nel 2011), mentre le moto hanno subito un calo del 4,1%, per una spesa complessiva di 358 milioni.
Mobili: il settore ha chiuso l’anno con vendite totali per 3.059 milioni di euro, in flessione dello 0,8% sull’anno precedente. Anche in questo caso, la flessione riscontrata a livello nazionale è maggiore: -1,3%.
Elettrodomestici: per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi, le vendite registrate nel 2011 sono state pari a 668 milioni (-5,1% rispetto al 2011). Sul fronte degli elettrodomestici bruni, invece, la spesa regionale totale è stata di 708 milioni (-28,4%). In quest’ultimo caso, quella riscontrata è stata una flessione ben più marcata di quella media nazionale, che si è arrestata a -15,1 punti percentuali.
Prodotti informatici: nel 2011 la spesa delle famiglie lombarde per questo settore è stata di 272 milioni, in calo dell’8,4% sul 2010. Si tratta di un arretramento del volume di vendita in linea con quello riportato dalla media nazionale (-8,2%).