Alle aziende italiane servono 74 giorni per pagare una fattura. Ed è una buona notizia: minori difficoltà a incassare ed erogare pagamenti sono un segnale di ripresa economica che permette di programmare meglio l'attività d'impresa e gli investimenti. A dirlo è l'Osservatorio Cerved su protesti e pagamenti nel 2016, anticipato da Repubblica : «Le imprese uscite dalla crisi evidenziano abitudini di pagamento più regolari, che riflettono anche condizioni finanziarie più equilibrate», dice Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved. «Minori ritardi e tempi più brevi sono accompagnati da un ritorno delle imprese a concedere credito commerciale, un segnale di rinnovata fiducia del sistema. Rimangono tuttavia ampi divari, con il largo consumo, la distribuzione e diverse regioni meridionali in cui la presenza di mancati pagamenti e ritardi è ancora molto elevata».

Tra i dati positivi ci sono il dimezzamento dei protesti rispetto alle vette toccate nel 2012: lo scorso anno sono state 22.500 le imprese coinvolte, -23% rispetto al 2015. Particolarmente incoraggianti i miglioramenti in industria e costruzioni (che resta la più colpita con 1,5% di aziende che hanno questi problemi). I fornitori sono stati pagati in media in 73,8 giorni l'anno scorso, una settimana meno rispetto al 2012 (e un paio di giorni meglio del 2015). Le imprese che riescono ad essere puntuali sono quasi la metà (il 47,1%) e si riduce dall'8 al 7,2% la quota delle ritardatarie oltre i due mesi. In questo caso, sono da applaudire le piccole società (due mesi) rispetto alle grandi, che impiegano fino a 87 giorni per liquidare la fatture.