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La Commissione Ue è costretta alla retromarcia sulle stime di crescita dell'Italia ma anche dell'intera Eurozona. Accusano i maggiori tagli Francia (da 1,5% a 0,7%) e Germania (da 2% a 1,1%).
Poche novità sull'Italia, con Bruxelles che si allinea al Def: pil 2014 a -0,4%, ripresa nel 2015 a +0,6% e +1,1% nel 2016.

CONTI PUBBLICI. A preoccupare sono soprattutto i conti pubblici: deficit al 3% per quest'anno e rientro più graduale (2,7% nel 2015), mentre il debito pubblico - abbassato dai nuovi metodi di calcolo Sec 2010 - toccherà il picco nel 2015 al 133,8% dopo il 132,2% previsto per la fine di quest'anno. Il rosso tornerà a scendere solo nel 2016 (132,7%).

Poche speranze sul fronte della disoccupazione con il tasso che si attesterà al 12,6% fino a dicembre prossimo.

ALTRI PAESI. Scendono le previsioni sulla Germania, mentre la Francia paga in particolare la frenata degli investimenti e vede prospettive di record per deficit (4,5% nel 2015) e debito pubblico (9,8% nel 2016).

Se nel complesso il pildell'Eurozona salirà dell'1,1% nel 2015 (dall'1,7% dell'ultima previsione), l'inflazione rimarrà bassa - +0,5% quest'anno e +0,8% nel 2015 per ripartire solo nel 2016 (+1,5%). Sorprendenti i dati dell'Irlanda (che nel 2015 sarà la migliore a +3,6%) e Grecia, attesa a +2,9% al di sopra della media Ue.