addio equitalia

Addio Equitalia, bentornata Equitalia. Dal 1 luglio scompare il logo tanto odiato dagli italiani, ma le cartelle di pagamento continueranno a piovere sui contribuenti sotto l'edita dell'Agenzia delle entrate-Riscossione. Le procedure, i tempi, le modalità di recupero non cambiano, la promessa di Matteo Renzi diventa un colpo di correttore a un nome ormai famigerato. E continuano le situazioni di difficoltà normativa: dopo lo stallo sul passaggio dei dirigenti Equitalia alle Entrate (il 27 luglio si pronuncia il Consiglio di Stato), nel mirino della Corte dei Conti c'è la nomina di Ernesto Maria Ruffini alla guida del nuovo ente.

ADDIO EQUITALIA, MA NON CAMBIA NULLA

Quali sono dunque le novità in vista, a parte il cambio dell'intestazione del sito di Equitalia? Nessun cambio nele procedure online, né nelle norme per la riscossione o per il pignoramento del conto corrente. Si tratta di una norma in vigore da 12 anni e ormai consolidata per gli agenti di riscossione. Tra le poche buone notizie è l'introduzione di una serie di garanzie per i debitori. Gli agenti avranno accesso all'anagrafe tributaria e potranno così effettuare pignoramenti mirati in caso di presenza di più conti evitando la lunga trafila di comunicazioni con le banche che obbligava a bloccare subito tutti i conti creando problemi di liquidità (venivano pignorati anche i conti personali oltre a quelli professionali, per esempio).