© Dr. Wendy Longo

Un Natale sotto tono, almeno per le spese e per i pochi regali che riceveremo. É quello che ci aspetta quest’anno e che ci vedrà alle prese con la ricerca quasi esasperata dell’utilità (circa il 70% dei consumatori la prenderà in considerazione nella scelta dei regali), delle promozioni (inseguite dal 64%), di regali meno costosi (lo ammette il 62%) e ci farà quasi dimenticare gli acquisti d’impulso (ridotti dal 40%). Si rimpicciolisce così la spesa per prodotti di abbigliamento (è disposto a rinunciarvi l’85% degli italiani) ma anche per le attività di divertimento (83%) e per la tecnologia (82%), mentre le spese per la salute e l’educazione non verranno toccate. In crescita, però, gli acquisti on line - pari al 26% sul totale (circa 125 euro) - e con quattro consumatori su cinque che dichiarano di voler ricorrere in egual misura o ad aumentare le proprie compere su questo canale.
É quanto emerge dalla “Xmas Survey” 2013 di Deloitte che segnala uno scostamento rilevante tra sogno e realtà: aumenteranno le richieste di ricevere in dono del denaro, desiderato dal 46% del campione, oppure un viaggio (45%), ma sotto l’albero vi saranno soprattutto libri (42% delle intenzioni) e prodotti di cosmetica (26%).
La sedicesima edizione dell’indagine condotta su 17 mila consumatori non rileva però solo brutte notizie: nonostante le previsioni di spesa per le festività natalizie scendano in Italia del 2,4% rispetto al 2012, attestandosi a circa 477 euro per famiglia, il nostro budget è comunque superiore alla media europea, che nel frattempo è salita a 450 euro (+0,8% in un anno).
I più spendaccioni sono i Paesi del Nord Europa, dove si registrerà una spesa in crescita del 6,7% in Germania, 3% in Svizzera e 1,3% in Finlandia, mentre Grecia e Portogallo (con -12,8% e -2,3%) contribuiranno ad abbassare la media. Dati che trovano conferma nella percezione dei consumatori: in Europa sud occidentale ritengono di avere un potere d’acquisto inferiore rispetto allo scorso anno, mentre a nord est si sentono più ricchi. Sulle speranze di una ripresa economica nel 2014, invece, dilaga il pessimismo tra i consumatori italiani, meno ottimisti rispetto alla media europea e nel 56% dei casi convinti che la situazione peggiorerà.