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Da risorsa primaria, a bene più caro: stando all’analisi condotta dall’’ufficio studi della Confartigianato, negli ultimi dieci anni (2004-2014) le bollette dell’acqua sono aumentate del +95,8%.

Una percentuale che scende di poco, arrivando a+74,7% (2004-2014), se nel computo si considera anche il peso dell’inflazionecumulata (21,1%). Il confronto con l’Europa, inoltre, è spiazzante: negli altri paesi tra il 2004 e il 2014 il costo dell’acqua è aumentato del +34,9%. Questo vuol dire che, in Italia, ogni anno le bollette lievitano del +7,5%.

Se si circoscrive l’analisi al solo 2014, emerge che l’anno scorso ogni famiglia ha speso in media circa 355 euro per pagare le bollette dell’acqua, con un rincaro del +6,6% rispetto al 2013. Cifre da record a Firenze, dove la spesa media è stata di 563 euro a nucleo familiare.

Ma se l’acqua grava sul portafogli degli italiani, non lo sono da meno gli altri servizi pubblici non energetici. Confartigianato ha infatti registrato unrincaro del +16,2% dei trasporti negli ultimi cinque anni: un aumento quasi due volte superiore all’inflazione.

E ancora: le tasse sui rifiuti sono aumentate del +61,9% negli ultimi dieci anni, tre volte tanto l’inflazione. Nel complesso, quindi le tariffe sui servizi pubblici non energetici (acqua, rifiuti e trasporti) sono lievitati del +25,9% contro una media europea del +13,3%