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Mercato app, in Italia può crescere molto

Mercato app, in Italia può crescere molto Torna a A quando l'app in Italy?
Venerdì, 12 Giugno 2015

Intervista a Marta Valsecchi, responsabile della ricerca dell’Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano

Nella Penisola, i margini di crescita per il business dei servizi mobili sono indubbiamente notevoli. La pensa così Marta Valsecchi, che traccia un quadro incoraggiante per il futuro, seppur con alcune criticità.

Perché dobbiamo aspettarci una fase di ulteriore sviluppo di questo settore?
Soprattutto per un mix di fattori che devono ancora manifestare tutti i loro effetti. Mentre la diffusione di smartphone e dei tablet in Italia è già a livelli abbastanza avanzati, c’è un insieme di servizi che è appena agli albori.

A cosa si riferisce?
Per esempio, alle nuove app per gestire pagamenti e transazioni finanziarie in mobilità. Per diverso tempo, le banche e gli operatori finanziari hanno studiato e sperimentato nuovi servizi su questo fronte, ma hanno iniziato a lanciarli da poco.

Dunque, questo business è ancora agli inizi...
Sì e può dare senz’altro un forte impulso anche al mobile commerce. Stesso discorso per i cosiddetti pagamenti in prossimità, con cui gli utenti si scambiano denaro reciprocamente attraverso un tablet o un telefonino. Infine, non dimentichiamo i notevoli margini di sviluppo di quello che viene definito dagli addetti ai lavori con l’espressione inglese Internet of Things, l’Internet delle cose.

Di cosa si tratta?
Della possibilità di connettere al Web, grazie alle reti mobili di nuova generazione, molti oggetti che accompagnano i consumatori nella vita quotidiana. È il caso dei contatori intelligenti che misurano a distanza i consumi di elettricità o delle automobili collegate a Internet e dotate di funzioni ultra-avanzate.

Come si posiziona l’Italia sul fronte della app economy, rispetto agli altri Paesi europei? Abbiamo senza dubbio alcuni punti di forza come l’elevata propensione a utilizzare i dispositivi mobili e a scaricare contenuti, in particolare quelli d’intrattenimento come i giochi o la musica. Dobbiamo però lavorare molto sul fronte delle infrastrutture dove c’è il rischio che si verifichino alcune criticità.

In che senso?
Per lo sviluppo di servizi mobili sempre più avanzati, c’è bisogno di un notevole investimento nelle reti da parte delle compagnie di telecomunicazione. Le società telefoniche, però, da tempo hanno margini di profitto sotto pressione, che non consentono di spendere molti soldi.

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